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Il corso che abbiamo definito Fenomenologia dell’arte” si pone l’obiettivo di trasferire ai giovani fotografi le metodologie di lavoro necessarie alla conoscenza di uno specifico territorio, privilegiando in particolare la capacità di rapporto e confronto con gli artisti, i fotografi, i creativi, gli operatori culturali e tutti gli addetti ai lavori, con l’intento di integrare le conoscenze degli allievi con elementi certamente diversi da quelli tecnici della specifica materia.L’obiettivo finale è quello di contribuire alla definizione di una proprio personale stile, e acquisire la capacità di ideare, proporre e realizzare propri progetti.

I presupposti necessari alla riuscita del percorso formativo sono quelli assicurati da un docente che mette a disposizione dei ragazzi una esperienza costruita in quasi tre decenni di attività spesi nella promozione di tutte le forme e le espressioni che la creatività umana può assumere.

Quella che è l’evidente anomalia del corso proposto dall’Accademia International Art School di Terni diviene nei fatti la sua particolarità ed unicità: un corso che tenta di dare gli strumenti utili al superamento della malsana abitudine – così diffusa tra gli addetti che operano nel “sistema dell’arte” – di tenere gelosamente, a proprio uso e interesse, le conoscenze e i rapporti costruiti nel tempo, per arrivare invece a costruire un percorso attraverso il quale le idee, le conoscenze e le diversità vengono messe in circolo e, sempre nel rispetto delle singole professionalità, messe a disposizione della collettività. Fine ultimo è quello di lavorare sui singoli comportamenti relazionali per costruire da subito una rete di operatori attivi sul territorio capaci di guardare, lavorare e proporre nel quotidiano senza paraocchi culturali.

L’assoluta novità del corso viene ulteriormente rafforzata dal coinvolgimento nello sviluppo del piano di lavoro di una grande e diversificata rete di collaboratori (e amici) del docente che, coinvolti ognuno per le proprie competenze, divengono nei fatti veri e propri “docenti aggiunti”: artisti, fotografi, critici, operatori culturali, storici, curatori di mostre, artigiani, ceramisti, vetrai, tessitori, musicisti, una vera e propria catena umana che si è arricchita strada facendo di nuovi, spesso imprevisti, contributi. Il valore  è quindi quello di racchiudere e “concentrare” in pochissimi mesi una lunga e variegata sequenza di esperienze, incontri, conoscenze e scambi culturali che spaziano – senza limite alcuno – in tutte le forme di creatività espresse dall’uomo: un enorme cumulo, e somma, di esperienze e conoscenze (condite da migliaia di scatti fatti) che se affrontate singolarmente occuperebbero per non pochi anni di lavoro ognuno dei partecipanti.

Franco Profili

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